Giornata effervescente quella del primo giro dell’US Open 2020, in svolgimento sul difficile percorso del Winged Foot GC (par 70), di Mamaroneck, nello stato di New York.

Il secondo Major dell’anno ha registrato l’ottima prova di Justin Thomas che, con sei birdie (parzialmente sporcati da un bogey), ha firmato un 65 da applausi: è lo score più basso per il torneo su questo tracciato e il suo miglior risultato nel giro d’apertura in un Major.

Alle sue spalle si fa rivedere un altro big: Patrick Reed, secondo a un colpo, regala agli appassionati il bivido di una hole in one alla 7 (par 3 da 165 yard), con cui si è rimesso prepotentemente in carreggiata dopo la (momentanea) sbandata del doppio bogey alla 5.

«Sarebbe stato fantastico festeggiare questa impresa davanti ai tifosi che, qui a New York, sono incredibili», ha ammesso “Captain America” al termine della prova, alludendo al fatto che il torneo si stia giocando inevitabilmente a porte chiuse. «Sono comunque entusiasta per questo inizio, anche se la strada è ancora lunga». Reed condivide la seconda posizione con il belga Thomas Pieters e il connazionale Matthew Wolff.

Chiude l’ipotetico podio Rory McIlroy, che – zitto zitto – è sempre lì. Il campione nordirlandese, recente papà di Poppy Kennedy, è stato autore di un giro molto regolare, con quattro birdie e un bogey, per un prezioso -3 finale.

A proposito di ace

La prima giornata ha regalato anche l’emozione di un secondo ace, realizzato, sempre alla 7, dall’americano Will Zalatoris (22° con 70 colpi, par). In un solo giro sono state messe a segno due hole in one, tante quante sono quelle realizzate nell’intera storia delle 119 precedenti edizioni dello US Open (Mark McCumber nel 1984, durante il primo round; e Peter Hedblom, nel terzo giro del 1986).

Bravo Renato

Dignitosa e convincente la prova del nostro Renato Paratore, unico italiano in gara dopo il forfait di Molinari.

Renato Paratore in azione durante il primo giro dell’US Open 2020. Qui siamo sul tee della 12, par 5 di 659 yard.

Il giocatore romano, presente a Mamaroneck grazie al successo di fine luglio al British Masters, ha concluso al 33° posto con 71 colpi (+1), facendo (molto) meglio di molti grandissimi, tra cui Tiger Woods, Justin Rose, Dustin Johnson, leader mondiale, e Jordan Spieth, tutti curiosamente a parimerito in 71a posizione (+3).

Incognita Woods

Tiger Woods, che ha alternato bogey e birdie per l’intero giro, ha ammesso un finale deludente, in cui ha lasciato sul campo ben quattro colpi nelle ultime sei buche.

Ma il campione americano promette un pronto riscatto e – trattandosi del Fenomeno – i tifosi sanno che c’è da aspettarsi di tutto: «Un brutto finale che non mi aspettavo. Devo rivedere parecchie cose e nel secondo giro dovrò dare il massimo».

Inizia a sentirsi il profumo del Masters, il primo atteso Major di stagione, grazie a cinque…

Sfugge ancora per un solo colpo la vittoria a Matteo Manassero, sul secondo torneo consecutivo…

È andata bene o è andate male? Se tre giorni fa ci avessero detto che Manassero sarebbe arrivato…

Prosegue la presenza in Kenya dell’European Tour, che, dopo l’Open nazionale sul percorso del Karen…