Doppio centro per lo spagnolo Jon Rahm, che si è portato a casa, in un sol colpo, l’US Open (primo Major in carriera) e il vertice del Ranking.

Rahmbo ha superato di un colpo (278, -6) il sudafricano Louis Oosthuizen (279, -5), che si è schiantato da sé alla 17, un par 4 da dove è uscito con un bogey, laddove, invece, lo spagnolo ha registrato un birdie: aggancio e sorpasso, difeso poi alla 18 (birdie per entrambi).

Terza piazza per l’americano Harris English (tre affermazioni sul PGA Tour in carriera), per la prima volta sul podio di un Major.

Rahm è il primo spagnolo a vincere lo US Open ed è il quarto iberico a fregiarsi del titolo di Major Champion, dopo Seve Ballesteros, José María Olazábal e Sergio Garcia. Olè!

Grande Italia a Torrey Pines

Ma al di là del podio, per il golf italiano è uno US Open da incorniciare. I tre azzurri presenti hanno offerto uno spettacolo di alta classe, a partire da Guido Migliozzi, all’esordio sul palcoscenico dei grandissimi.

Il vicentino, debuttante in un Major, ha sfoderato un carattere determinato e vincente. Non si è fatto intimorire né dalle insidie del campo né dalla pressione dell’evento e, a sorpresa, chiude il torneo al quarto posto, in 282 colpi (-2) a un solo colpo dal podio e in compagnia di due mostri sacri (Brooks Koepka e Collin Morikawa).

Guido Migliozzi impegnato nel bunker della 18, in conclusione del terzo giro. (Foto: Harry How/Getty Images)

Basta vedere il putt chilometrico che si è inventato alla 12 per il birdie, per capire con che grinta ha affrontato questo appuntamento. Un esordio che la dice lunga sulle possibilità future di questo giocatore.

Convincente anche la prova di Francesco Molinari, che – dopo una stagione da dimenticare (il 2020, anno in cui peraltro si è trasferito in California) – aveva dato segnali incoraggianti a inizio stagione, salvo poi perdersi un po’ per via di problemi alla schiena. Il torinese chiude in 13sima posizione, nonostante un secondo giro un po’ così così, che però non ha turbato la sua concentrazione.

Francesco Molinari alla partenza della 3, al quarto giro. (Foto: Sean M. Haffey/Getty Images)

Dignitosissima 35sima posizione, infine, per Edoardo Molinari, di nuovo in gara in un Major dopo sei anni. Imbastisce un gioco regolare e continuo che gli consente di veleggiare in sicurezza intorno al par, anche se anch’egli, come il fratello, paga il secondo giro (76, per entrambi).

Parte bene lo Us Open di Edoardo Molinari: birdie alla 1 del primo giro. (Foto Harry How/Getty Images)

Il nuovo Ranking

Lo US Open ha rimescolato, come era facile attendersi, il Ranking mondiale. La vittoria di Jon Rahm, complice il 19° posto di Dustin Johnson, ha permesso allo spagnolo, come detto, di salire in vetta. Il secondo posto di Oosthuizen porta il sudafricano alle porte della Top Ten (ora è 12°) e la terza piazza di English gli apre le porte della Top 20 (19°).

Il salto in alto più bello, però, è quello di Guido Migliozzi, che entra prepotentemente nella Top 100 e si colloca in 72sima posizione. Quaranta, invece, i gradini scalati da Francesco Molinari, che sale dal numero 173 sale fino al 133° posto.

(21 giugno)

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