Le migliori amateur europee si ritrovano in gara a Torino nell’European Ladies’ Amateur Championship. Il torneo è in calendario da oggi, mercoledì 21 luglio, a sabato al Royal Park Golf I Roveri. È la gara a cui tutte le dilettanti sognano di poter partecipare. 

Per accedervi, è necessario rientrare nelle prime 1600 dell’Ordine di Merito europeo ed avere un handicap minore di 6, nonché risultare tra le migliori 144 iscritte.

Ci sono riuscite in cinque tra le migliori dieci del Ranking mondiale, oltre a diciotto italiane, di cui dodici selezionate dalla Federgolf e sei a titolo personale.

L’European Ladies’ Amateur Championship è previsto su 72 buche con taglio dopo tre giorni di gara. Per la vincitrice, anche un posto al Women’s British Open di Agosto.

Le azzurre in gara

Chissà se anche le nostre atlete sapranno imitare l’Italia di Mancini, visto che proprio le inglesi (con le svedesi) sono date per favorite. Già in passato abbiamo portato a casa la Coppa per quattro volte di fila su trentatre (dal 1996 al 1999). È successo con Silvia Cavalleri (due volte), Giulia Sergas e Sophie Sandolo.

Nostra punta di diamante è la torinese Caterina Don, terza due anni fa. Le altre azzurre sono le “federali” Giulia Bellini, Virginia Bossi, Charlotte Cattaneo, Alessandra Fanali, Matilde Innocenti Angelini, Clara Manzalini, Carolina Melgrati, Benedetta Moresco, Alessia Nobilio, Emilie Alba Paltrinieri Anna Zanusso e le “privatiste” Valentina Albertazzi, Letizia Bagnoli, Erika De Martini, Greta Minetto, Angelica Moresco e Francesca Santoni. 

Un bel successo per il campo in cui è di casa la famiglia Agnelli, dove la presidente Donna Allegra ha nuovamente sconfitto gli inglesi ottenendo lo spostamento della sede di gara precedentemente prevista al confine tra Inghilterra e Scozia, in una area non così esente dal Coronavirus come vorrebbe il loro premier Johnson.

Lo scenario del campo

A Torino saranno le rappresentanti di ventisette Paesi a sfidarsi su uno dei capolavori più riusciti tra i cinquecento campi a cui Trent Jones Senior ha messo mano.

Grazie all’intuizione di Umberto Agnelli che lo ingaggiò nel 1971, l’architetto americano è riuscito a valorizzare al massimo i paesaggi del Parco de La Mandria, la riserva di caccia più grande dei Savoia, con le Alpi a farne da superba cornice, anche grazie a un uso per allora innovativo di bunker e di ostacoli d’acqua, che spesso abbracciano i grandi green su due livelli.

(21 luglio 2021)

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