Con l’European Tour fermo fino alla fine di aprile, le attenzioni si spostano tutte sul PGA Tour per quel che riguarda l’avvicinamento al primo Major dell’anno, il Masters. Prima di trasferirsi ad Augusta, il circuito americano fa tappa in Texas, a San Antonio, per il Valero Texas Open, un torneo dalla storia antichissima, che parte nel 1922 e attraversa una buona fetta di storia del golf a stelle e strisce. Molti vincitori di Major si sono imposti in questa manifestazione, mentre l’ultimo ad aver trionfato è l’americano Andrew Landry. Complice la vicinanza del Masters, non ci sono moltissimi grandi nomi nel field di partenza. Il più importante è senza dubbio quello di Rickie Fowler, numero 8 del mondo ed unico tra i primi dieci a presentarsi in gara. Sono diversi, però, gli uomini in cerca di rilancio: tra questi troviamo Jordan Spieth e il tedesco Martin Kaymer, con quest’ultimo che non ha brillato troppo in questo inizio di 2019, nel quale cerca di riscattarsi dopo aver vissuto un 2018 con 12 tagli non superati, cosa mai accaduta nella sua carriera. Anche il cinese Haotong Li, proveniente da un positivo WGC-Dell Technologies Match Play, è di scena, così come lo sono il finalista dello scorso weekend, Matt Kuchar, e il quarto, il danese Lucas Bjerregaard. Provano a dire la loro anche Tony Finau e l’inglese Luke Donald. C’è una buona quota di personaggi che cercano di dimostrare di avere ancora qualcosa da dire nel golf, anche anni dopo i loro più grandi successi. Di questa categoria fanno parte Davis Love III, Jim Furyk, l’irlandese Padraig Harrington e soprattutto il nordirlandese Graeme McDowell. Quest’ultimo merita, però, una menzione a parte, poiché è riuscito a tornare a vincere un torneo dopo un’attesa di oltre tre anni, a Punta Cana, in Repubblica Dominicana. CLICCA QUI PER TUTTE LE NEWS SUL GOLF federico.rossini@oasport.it Clicca qui per mettere “Mi piace” alla nostra pagina FacebookClicca qui per iscriverti al nostro gruppoClicca qui per seguirci su Twitter Foto: Christopher Y.C. Wong / Shutterstock