Per la prima volta dall’anno della sua prima disputa, il Kenya Open entra nel calendario dell’European Tour. Nato nel 1967, questo evento è riuscito a entrare nel Challenge Tour dal 1991 fino allo scorso anno (1994 escluso), e in questa edizione si gode la salita di livello. Tra i campioni se ne annoverano due di primo livello: uno è il leggendario Seve Ballesteros, che trionfò nel 1978, l’altro è Trevor Immelman, che si impose nel 2000, molto prima di diventare vincitore del Masters di Augusta (2008). Due sono gli italiani che, nel corso della storia del torneo, hanno conseguito il primo posto: nel 2007 è toccato a Edoardo Molinari, mentre lo scorso anno a Lorenzo Gagli, che dunque torna per difendere il titolo. In compagnia del toscano ci sono altri quattro italiani, e cioè Renato Paratore, Matteo Manassero, Guido Migliozzi e Filippo Bergamaschi. Molti giocatori, però, se li è portati via un evento che si chiama The Players Championship, che attrae sostanzialmente tutti i grandi big. Ecco perché di nomi importanti, a Nairobi, se ne trovano pochi. Partecipa il sudafricano Justin Harding, recentissimo vincitore del Qatar Masters, cosi come il danese Thomas Bjorn, ultimo capitano europeo di Ryder Cup. Sono generalmente i sudafricani quelli da tenere d’occhio: Erik van Rooyen, Christiaan Bezuidenhout, Haydn Porteous sono tutti in gara. C’è anche l’iberico Adri Arnaus, che bene si sta comportando in questo periodo. L’occasione, però, è per i tanti golfisti che arrivano dal Challenge Tour, o comunque da esperienze ben diverse rispetto a quelle dei tornai più qualificati, per portare a casa una vittoria di prestigio o comunque un risultato da tener stretto. CLICCA QUI PER TUTTE LE NEWS SUL GOLF federico.rossini@oasport.it Clicca qui per mettere “Mi piace” alla nostra pagina FacebookClicca qui per iscriverti al nostro gruppoClicca qui per seguirci su Twitter Foto: Valerio Origo

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