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Bubba Watson (nella foto) ha vinto per la seconda volta in tre anni il Masters Tournament, svoltosi sul tracciato dell’Augusta National (par 72), ad Augusta in Georgia. Il 36enne di Bagdad (Florida) si è imposto nella 78ª edizione del primo major stagionale con 280 colpi (69 68 74 69, -8), tre di vantaggio su Jordan Spieth e sullo svedese Jonas Blixt (283, -5) e quattro sullo spagnolo Miguel Angel Jimenez (284, -4). E’ terminato 50° con 299 (71 76 76 76, +11) Francesco Molinari, mentre è uscito al taglio dopo 36 buche Matteo Manassero, 72° con 152 (71 81, +8). Hanno occupato posizioni di alta classifica Rickie Fowler e Matt Kuchar, quinti con 286 (-2), l’inglese Lee Westwood, settimo con 287 (-1), Jimmy Walker, Kevin Stadler (che con Craig Stadler ha formato la prima coppia padre-figlio al via in un Masters), il danese Thomas Bjorn, il tedesco Bernhard Langer, l’australiano John Senden e il nordirlandese Rory McIlroy, ottavi con 288 (par), Hanno mancato l’attacco alla leadership mondiale di Tiger Woods l’australiano Adam Scott, campione uscente, e lo svedese Henrik Stenson, 14.i con 289 (+1) alla pari con altri mancati protagonisti quali Jim Furyk e l’inglese Justin Rose. Ha fatto la stessa cosa l’australiano Jason Day, il terzo giocatore che con un successo avrebbe potuto modificare il World Ranking  giunto 20° con 290 (+2) insieme all’inglese Ian Poulter e a Fred Couples, sempre a suo agio ad Augusta sebbene abbia dovuto pagare tributo ai suoi 55 anni con un cedimento nel finale. In grigio le prestazioni del sudafricano Louis Oosthuizen, 25° con 291 (+3), del tedesco Martin Kaymer, 31° con 293 (+5), di Brandt Snedeker, del fijano Vjay Singh e del thailandese Thongchai Jaidee, che comunque per la prima volta ha superato il taglio, 37.i con 295 (+7). Sono rimasti fuori dopo due giri: Phil Mickelson, che non usciva a metà gara in questo major dal 1997, Webb Simpson, i sudafricani Ernie Els e Charl Schwartzel, l’inglese Luke Donald e lo spagnolo Sergio Garcia, 52° con 149 (+5) e out per un colpo, Zach Johnson e il nordirlandese Graeme McDowell, 63.i con 150 (+6), Dustin Johnson, 68° con 151 (+7), l’argentino Angel Cabrera, 72° come Manassero, Keegan Bradley, 80° con 153 (+9), e Jason Dufner, 85° con 154 (+10). Watson e Spieth, texano di Dallas, ventuno anni da compiere, un titolo nel PGA e altri otto piazzamenti tra i top ten conseguiti nella prima stagione da pro insieme alla nomina di “Rookie of the Year 2013”, hanno iniziato alla pari in giro finale. E’ stato Spieth ad attaccare decisamente il Masters Champion 2012 e dopo sette buche, con quattro birdie e un bogey, ha preso due colpi di vantaggio. Tra le sue prodezze una spettacolare uscita dal bunker alla buca quattro (par 3) con palla a bersaglio per il birdie. Watson ha avuto però una immediata reazione e in due buche ha ribaltato la situazione: ha segnato due birdie, mentre il suo avversario, accusando la pressione e l’inesperienza, ha risposto con due bogey e al giro di boa è rimasto  a sua volta indietro di due colpi. Con tutti gli altri già fuori match, Watson ha aperto una porta al rivale con un bogey alla 10ª, il secondo e ultimo di giornata, ma è stato come sempre, o quasi, l’Amen Corner, il trittico di buche dalla 11ª alla 13ª, ad assegnare la ‘giacca verde’. Spieth ha spedito al palla in acqua alla 12 ed è stato bravo a cavarsela con il bogey, poi alla successiva non ha potuto opporsi al birdie di Watson, che ha portato a tre lunghezze il margine facendo scorrere i titoli di coda con cinque buche di anticipo. Per lui 69 (-3) colpi con cinque birdie e due bogey; per Spieth 72 (par) con quattro birdie e altrettanti bogey. Spieth, al primo Masters, ha dovuto condividere la seconda piazza con Jonas Blixt, trentenne svedese di Nassjo con due successi nel PGA Tour, altro debuttante nel major e sicuramente tra i più brillanti interpreti dell’evento. Gioco solido, attacchi ponderati e ottimi recuperi nei momenti di difficoltà, è stato l’unico a concludere il torneo con quattro score sotto par (70 71 71 71). Gerry Lester Watson jr, in arte Bubba, imbucato l’ultimo putt, è scoppiato in un pianto dirotto, abbracciando prima il suo caddie Ted Scott e poi la moglie Angie, ex giocatrice di basket. Asciugate le lacrime, ha preso tra le braccia il figlio Caleb, lasciandolo un attimo prima di entrare nella recording area per consegnare lo score. Ha ottenuto il sesto titolo in carriera, ma è tornato a vincere solo in questa stagione (Northern Trust Open a febbraio) dopo una pausa di quasi due anni seguita al primo successo nel Masters del 2012. “Non avevo più il tempo di allenarmi – ha spiegato – perché dopo la vittoria di due anni addietro sono stato sommerso dagli impegni con gli sponsor”. Poi ha aggiunto:  “In realtà in questi due anni ho dovuto anche imparare a gestire la prima giacca verde e poi a regolare la mia vita di padre, con l’adozione di Caleb, e di marito, che non è cosa facile. Ora di giacche verdi ne ho due, è una cosa fantastica per uno come me che viene da una piccola cittadina. Mio padre era muratore e mia madre faceva doppio lavoro per potermi pagare le lezioni di golf”. Watson, che poi si è gestito il gioco da autodidatta, ad Augusta ha dato un saggio di golf moderno, fatto di potenza muscolare e di creatività. “Credo che a decidere siano state le buche 8 e 9 in cui mi sono portato avanti. Poi è stato fondamentale il birdie alla buca 13, che mi ha permesso di proseguire controllando la situazione, pur con qualche errore”. Watson ha ricevuto un assegno di 1.620.000 dollari, su un montepremi di otto milioni: una grossa cifra, ma ben poca cosa però rispetto a quanto gli renderà la nuova prodezza. Francesco Molinari, alla quinta presenza consecutiva nel Masters, record per gli italiani, è finito quasi in coda al gruppo con il terzo 76 (+4) di fila. A complicare le cose la corsa di notte in ospedale per far visitare il figlio Tommaso di tre anni. Fortunatamente tutto si è risolto senza conseguenze, ma è rimasto sveglio fin quasi all’alba. “Ho iniziato con il solito errore alla buca uno – ha detto –   poi sono seguiti altri due bogey e un recupero con due birdie. Nel rientro, con due par cinque avanti, pensavo di poter risalire, ma è arrivato il doppio bogey alla 12ª, una buca che proprio non mi va a genio e conclusa con tre bogey nei passaggi precedenti. Quei due colpi persi, dopo aver mandato la palla in acqua, mi hanno tagliato le gambe. Comunque, anche dalle prestazioni negative, si impara sempre qualcosa. Su questo tracciato non bisogna guardare dove è posta la bandiera, ma puntare al par. Devo migliorare nella strategia: ho preso troppe decisioni sbagliate, e soprattutto non ho saputo scegliere i momenti in cui dovevo essere aggressivo o meno. Qui ci vuole pazienza e un ottimo gioco corto, che in questa occasione mi è mancato”. Molinari, dopo questa prova è uscito dai “top 50” del Wolrd Ranking (da 50° a 51°), mentre Manassero vi si è allontanato ulteriormente scendendo dal 52° al 57° posto.   Terzo giro – Jordan Spieth (211 – 71 70 70, -5) ha raggiunto Bubba Watson (211 – 69 68 74) in vetta alla graduatoria nel terzo giro del 78° Masters Tournament, primo major stagionale che si sta svolgendo sul percorso dell’Augusta National (par 72), ad Augusta in Georgia. E’ rimasto in retrovia Francesco Molinari, da 37° a 42° con 223 (71 76 76, +7) con un parziale di 76 (+4), mentre dopo 36 buche è uscito al taglio Matteo Manassero, 72° con 152 (71 81, +8). Sarà un turno finale ricco di emozioni, poiché vi sono almeno tredici giocatori, raccolti in quattro colpi, in grado di vincere. Lotteranno per la ‘giacca verde’, oltre ai due leader, Matt Kuchar e lo svedese Jonas Blixt, terzi con 212 (-4), Rickie Fowler e lo spagnolo Miguel Angel Jimenez, quinti con 213 (-3), rinvenuti con i due migliori score di giornata, rispettivamente 67 (-5) e 66 (-6), Jim Furyk, l’inglese Lee Westwood, a caccia del primo major che coroni una brillante carriera, e il danese Thomas Bjorn, settimi con 214 (-2), Kevin Stadler, Fred Couples, l’inglese Justin Rose e l’australiano John Senden, decimi con 215 (-1), Hanno qualche minima chance anche Gary Woodland e l’inglese Ian Poulter, 14.i con 216 (par), mentre l’australiano Adam Scott, campione uscente, 16° con 217 (+1) insieme a Kevin Streelman, ha bruciato con un 76 le sue aspettative di un bis e, probabilmente, anche quelle di poter superare Tiger Woods, assente per infortunio, in cima al World Ranking. Infatti per sedersi sul trono mondiale dovrebbe arrivare almeno terzo, in compagnia al massimo di un concorrente, ma più che i numeri è il suo gioco a frenare le previsioni ottimistiche. Nella lista dei delusi l’australiano Jason Day, 18° con 218 (+2), anch’egli candidato al trono di Woods purché vincente, il nordirlandese Rory McIlroy, il sudafricano Louis Oosthuizen e lo svedese Henrik Stenson, 24.i con 219 (+3), quest’ultimo altro giocatore che poteva variare la classifica mondiale con un secondo posto, Per Scott, Day e Stenson, comunque, si tratta solo di un rinvio perché il lungo stop a cui sarà costretto Woods inevitabilmente porterà mutamenti a breve termine. Torneo in grigio anche per Hunter Mahan, per il fijano Vijay Singh e per il tedesco Martin Kaymer, 29.i con 220 (+4). E’ andata peggio ad altri concorrenti molto attesi e rimasti fuori dopo due giri: Phil Mickelson, che non subiva tagli in questo major dal 1997, Webb Simpson, i sudafricani Ernie Els e Charl Schwartzel, l’inglese Luke Donald e lo spagnolo Sergio Garcia, 52° con 149 (+5) e out per un colpo, Zach Johnson e il nordirlandese Graeme McDowell, 63.i con 150 (+6), Dustin Johnson, 68° con 151 (+7), l’argentino Angel Cabrera, 72° come Manassero, Keegan Bradley, 80° con 153 (+9), e Jason Dufner, 85° con 154 (+10). Spieth, texano di Dallas, ventuno anni da compiere e uno dei giovani più interessanti delle nuove leve con già un titolo nel PGA Tour al primo anno da pro (John Deere Classic, 2013), ha approfittato dell’andatura lenta di Watson per agganciarlo con birdie alle  buche 14 e 15 (70, -2) dopo aver marciato precedentemente in par con due birdie e due bogey. “Domani sarò nell’ultima partenza al Masters – ha detto Spieth – e questo è già un sogno che si avvera. Non ho mai giocato un giro in cui presumibilmente vi sarà grande tensione su ogni colpo: questo accadrà domani e mi auguro di avere piedi in terra e sangue freddo. Poi vedremo come finirà. Oggi ho perso un colpo sull’Amen Corner, come ieri, ma nel primo turno ne avevo guadagnato uno. Forse sarà il tratto decisivo, ma in realtà io quando lo affronto penso a una buca alla volta, come faccio su qualsiasi percorso. Mi rendo conto solo successivamente di essere passato sul trittico di buche forse più famoso al mondo”. Watson, che ha vinto il Masters nel 2012, ha preso rapidamente atto che la brillantezza dei primi due giri non l’avrebbe sostenuto. Eloquenti quattro bogey sulle prime sette buche, parzialmente attutiti da un eagle alla 2ª, poi non è più riuscito a recuperare i due colpi sopra il par segnando sul resto del tracciato un birdie e un bogey (74). Sei bridie e due bogey nel 68 (-4) di Kuchar, mentre è riuscito a rimanere a galla Blixt, una delle sorprese della gara, malgrado abbia spedito due palle in acqua con relativi bogey (11 e 13 con par alla 12) nell’Amen Corner. In totale 71 (-1) colpi con quattro birdie e tre bogey. Ha recuperato dal 37° posto Jimenez con il 66 frutto di sette birdie, di cui cinque tra le buche 10 e 16, e di un bogey ed è risalito dal 26° Fowler con sei birdie e un bogey per il 67. Brutta partenza con un doppio bogey di Molinari, che poi ha realizzato due birdie e un bogey per un 37 (+1) al giro di boa. Nel rientro, però, ha lasciato per la terza volta consecutiva due colpi sull’Amen Corner e ha chiuso con il quarto bogey del turno. Il montepremi è di 8.000.000 di dollari. Il torneo su Sky – La TV satellitare Sky teletrasmetterà la giornata finale del Masters Tournament in diretta e in esclusiva sui canali Sky Sport 2 e 2 HD con collegamento dalle ore 20 alle ore 1. Replica: lunedì 14 aprile dalle ore 7,30 (Sky Sport 2 e 2 HD). Commento di Silvio Grappasonni, Nicola Pomponi, Massimo Scarpa e di Roberto Zappa. La diretta sarà preceduta di 30 minuti da Studio Golf, condotto da Francesca Piantanida.   Secondo giro – Bubba Watson ha dato una violenta accelerazione e con un parziale di 68 (-4) colpi, miglior score del turno realizzato da altri tre concorrenti, si è portato in vetta al 78° Masters Tournament con 137 (69 68, -7). Sul percorso dell’Augusta National (par 72), ad Augusta in Georgia, nel primo major stagionale Francesco Molinari è scivolato dal 12° al 37° posto con 147 (71 76, +3), mentre non ha superato il taglio Matteo Manassero, 72° con 152 (71 81, +8). Watson, vincitore del Masters 2012, ha un vantaggio di tre colpi sull’australiano John Senden (140 – 72 68, -4), anch’egli autore di un 68 insieme al danese Thomas Bjorn e a Jim Furyk. Bjorn occupa la terza posizione con 141 (-3) con Jordan Spieth, con lo svedese Jonas Blixt e con l’australiano Adam Scott e Furyk la settima con 142 (-2) alla pari con Jimmy Walker e con Fred Couples che, malgrado i suoi 55 anni, sul tracciato voluto da Bobby Jones riesce sempre ad esaltarsi. E’ sceso dal quinto al decimo posto con 143 (-1) il 24enne Kevin Stadler, figlio di Craig Stadler,  60 anni, a segno nell’edizione 1982 del torneo e uscito al taglio (93° con 159, +15). E’ stata la prima volta che padre e figlio hanno disputato insieme un Masters. Ha perso terreno anche il sudafricano Louis Oosthuizen, da secondo a 15° con 144 (+3) dopo un 75 (+3), affiancato da Matt Kuchar, Lucas Glover, Brandt Snedeker, dall’inglese Lee Westwood e dallo spagnolo Gonzalo Fernandez Castaño. Al 21° posto con 145 (+1) Steve Stricker e lo svedese Henrik Stenson, al 26° con 146 (+2) Hunter Mahan e Bill Haas, che era leader dopo un turno, gli inglesi Justin Rose e Ian Poulter, e il fijano Vijay Singh, al 37°, insieme a Molinari, il tedesco Martin Kaymer, l’iberico Miguel Angel Jimenez e il thailandese Thongchai Jaidee. al 46° con 148 (+4), ultimo punteggio utile per rimanere in gara, il nordirlandese Rory McIlroy, le cui difficoltà sono state evidenziate da un 77 (+5), e l’australiano Jason Day, per il quale sono svanite le chances di divenire numero uno mondiale con un successo. Può nutrirne a buon diritto Adam Scott, al quale può bastare la terza piazza, purché in compagnia di un solo giocatore, e i numeri ancora non escludono Henrik Stenson, il terzo in grado di detronizzare Tiger Woods, evento che comunque accadrà in tempi brevi dato il forzato riposo dell’attuale numero uno per l’intervento chirurgico alla schiena. Lo svedese può raggiungere l’obiettivo con la seconda posizione, al massimo insieme ad un altro concorrente. Sono rimasti fuori dopo 36 buche Phil Mickelson, che non subiva tagli in questo major dal 1997, Webb Simpson, i sudafricani Ernie Els e Charl Schwartzel, l’inglese Luke Donald, lo spagnolo Sergio Garcia, 52° con 149 (+5), Zach Johnson e il nordirlandese Graeme McDowell, 63.i con 150 (+6), Dustin Johnson, 68° con 151 (+7), l’argentino Angel Cabrera, 72° come Manassero, Keegan Bradley, 80° con 153 (+9), e Jason Dufner, 85° con 154 (+10). Watson, cinque titoli nel PGA Tour, ma che dopo il Masters 2012 è tornato al successo solo quest’anno (Northern Trust Open), ha realizzato sei birdie, di cui cinque consecutivi dalla buca 12 alla 16, e due bogey: “Sono concentrato sul mio gioco – ha detto – studio la direzione del vento, tengo la testa bassa e non penso ad altro. Non mi interessano i birdie che faccio, ma cerco di mantenere la calma e focalizzare l’attenzione soltanto sul colpo che sto eseguendo. Certo che in gara si sente il nervosismo, ma è proprio quello che bisogna vincere. Occorre evitare gli sguardi ai leaderboard e andare avanti. E ho intenzione di proseguire così nei prossimi due giorni”. Sei birdie e due bogey anche per Senden, otto birdie e quattro bogey per Bjorn e quattro birdie senza bogey per Furyk, gli altri autori, come detto, di un 68. Scott ha iniziato veramente male con tre bogey in cinque buche, ma ha avuto la pazienza di ritornare nel 72 del par con tre birdie nel rientro. Giornata difficile e senza birdie per i due azzurri. Molinari è partito con un bogey e poi ne ha trovati altri tre alle buche 11, 12 e 14 per il 76 (+4). Per Manassero addirittura nove bogey in una giornata da dimenticare in fretta pensando subito ai prossimi impegni. Il montepremi è di otto milioni di dollari. Il torneo su Sky – La TV satellitare Sky teletrasmette il Masters Tournament in diretta e in esclusiva sui canali Sky Sport 2 e 2 HD con collegamenti: sabato 12 aprile, dalle ore 21 alle ore 1; domenica 13, dalle ore 20 alle ore 1. Repliche: seconda giornata, sabato 12 dalle ore 7,30 (Sky Sport 2 e 2 HD), dalle ore 10 e dalle ore 15,45 (Sky Sport 3 e 3 HD); terza giornata, domenica 13 dalle ore 7,30 (Sky Sport 2 e 2 HD), dalle ore 10 e dalle ore 15 (Sky Sport 3 e 3 HD); quarta giornata, lunedì 14 dalle ore 7,30 (Sky Sport 2 e 2 HD). Commento di Silvio Grappasonni, Nicola Pomponi, Massimo Scarpa e di Roberto Zappa. Le dirette sono precedute di 30 minuti da Studio Golf, condotto da Francesca Piantanida.   Primo giro – Francesco Molinari e Matteo Manassero, dodicesimi con 71 (-1) colpi, hanno effettuato una bella partenza nel 78° Masters Tournament, il primo major stagionale che si sta disputando sul percorso dell’Augusta National (par 72), ad Augusta in Georgia. E’ al comando con 68 (-4) Bill Haas (nella foto), 32enne di Charlotte (North Carolina)  con cinque titoli nel PGA Tour ottenuti tra il 2010 e il 2103 e con la ciliegina di un successo nella FedEx Cup che nel 2011 gli ha fruttato tutti insieme dieci milioni di dollari. Con un birdie sull’ultima buca ha preso un colpo di vantaggio su Bubba Watson, sul sudafricano Louis Oosthuizen e sull’australiano Adam Scott, campione uscente, numero due nel World Ranking, ben deciso a concedere il bis e a salire sul trono mondiale, approfittando anche dell’assenza di Tiger Woods. Sono in quinta posizione con 70 (-2) il coreano K.J. Choi, lo svedese Jonas Blixt, l’australiano Marc Leishman e gli americani Gary Woodland, Jimmy Walker, Brand Snedeker e il 24enne Kevin Stadler, al debutto nel major e che gioca il torneo insieme al sessantenne padre Craig, vincitore nel 1982 e alla 37ª presenza che si risolverà con un taglio essendo 95° con 82 (+10I. I due hanno comunque calamitato l’attenzione generale, perché è la prima volta che padre e figlio disputano insieme il Masters. Hanno lo stesso score dei due azzurri anche il nordirlandese Rory McIlroy e lo spagnolo Miguel Angel Jimenez, hanno  girato nel 72 del par Steve Stricker e l’altro nordirlandese Graeme McDowell (20.i) e sono al 27° posto con 73 (+1) Matt Kuchar, l’inglese Lee Westwood, il sudafricano Charl Schwartzel e lo svedese Henrik Stenson. Accusano distacchi già pesanti Webb Simpson, Hunter Mahan, Jim Furik e l’iberico Sergio Garcia, 40.i con 74 (+2), Keegan Bradley,  il tedesco Martin Kaymer, il fijano Vijay Singh, il sudafricano Ernie Els e l’australiano Jason Day. Quest’ultimo è uno dei tre giocatori che possono salire, attraverso questa gara, in cima alla classifica mondiale: per riuscire nell’impresa deve vincere. L’altro, come detto, è Adam Scott al quale può bastare la terza piazza, purché al massimo in compagnia di un solo giocatore, e il terzo è Henrik Stenson, purché termini non oltre il secondo posto e anche lui con non più di un compagno di viaggio. Debbono pensare a tutelarsi dal taglio Phil Mickelson e gli inglesi Ian Poulter e Justin Rose, 67.i con 76 (+4), Dustin Johnson, 75° con 77 (+5), Zach Johnson e l’argentino Angel Cabrera, 80.i con 78 (+6), l’inglese Luke Donald, 87° con 79 (+7), e Jason Dufner, 90° con 80 (+8). Dopo aver iniziato con un bogey, Haas ha decisamente cambiato passo e con sei birdie, contro un altro bogey, ha conquistato la leadership. Un doppio bogey alla buca 12, in pieno Amen Corner, ossia il trittico di buche alla 11ª alla 13ª, che sono ritenute quasi decisive ai fini lotta per il titolo, ha frenato la corsa di Adam Scott, per il resto sviluppatasi con cinque birdie. Oosthuizen ha marciato con sei birdie e tre bogey e Watson è stato il meno falloso con tre birdie in un percorso netto. Molinari ha iniziato con un birdie (2ª), poi dopo un bogey (6ª) e un birdie (9ª) ha sofferto sull’Amen Corner con due bogey (11ª e 12ª), ma nel finale è tornato sotto par con due birdie di fila (15ª e 16ª). Manassero ha subito raccolto due bridie (2ª e 3ª) poi ha reso un colpo al campo (7ª) riguadagnandolo alla 9ª per un parziale di 34 (-2). Ha lasciato il suo contributo all’Amen Corner con un bogey (11ª) e ha fissato definitivamente lo score con un altro bogey (14ª) e con un birdie (15ª). “Dopo il taglio subito nello Houston Open –  ha detto al termine – avevo perso un po’ di fiducia, ma a volte certe lezioni servono, perché poi lavori a fondo sugli errori commessi. Oggi ho effettuato un buon giro, a conferma  che sono andato nella direzione giusta: ho avuto un buon responso dal driver, perché ho praticamente sbagliato un solo colpo, mentre potevo risparmiarmi almeno due dei tre bogey, specie quello alla 14ª dove il putt per il par era abbastanza abbordabile. In compenso ho effettuato un gran putt da una decina di metri alla buca 9 per il birdie: ho letto la linea giusta, la forza del colpo è stata adeguata, insomma si sono combinate un sacco di cose e la palla è finita a bersaglio. Sono felice per questo inizio, ma ora occorrerà essere molto accorti, perché le condizioni del campo varieranno e tutto diventerà più difficile”. Il montepremi è di otto milioni di dollari. Il torneo su Sky – La TV satellitare Sky teletrasmette il Masters Tournament in diretta e in esclusiva sui canali Sky Sport 2 e 2 HD con collegamenti: venerdì 11 aprile, dalle ore 21 alle ore 1,30; sabato 12, dalle ore 21 alle ore 1; domenica 13, dalle ore 20 alle ore 1. Repliche: seconda giornata, sabato 12 dalle ore 7,30 (Sky Sport 2 e 2 HD), dalle ore 10 e dalle ore 15,45 (Sky Sport 3 e 3 HD); terza giornata, domenica 13 dalle ore 7,30 (Sky Sport 2 e 2 HD), dalle ore 10 e dalle ore 15 (Sky Sport 3 e 3 HD); quarta giornata, lunedì 14 dalle ore 7,30 (Sky Sport 2 e 2 HD). Commento di Silvio Grappasonni, Nicola Pomponi, Massimo Scarpa e di Roberto Zappa. Le dirette sono precedute di 30 minuti da Studio Golf, condotto da Francesca Piantanida.   Prologo – All’Augusta National, il mitico percorso voluto dall’altrettanto mitico Bobby Jones, ad Augusta in Georgia, scatta la 78ª edizione del Masters Tournament (10-13 aprile), il primo dei quattro major stagionali dotato di un montepremi di otto milioni di dollari. Vi prendono parte 96 giocatori, quasi tutti i migliori del mondo, tra i quali Francesco Molinari e Matteo Manassero e sarà la quinta volta consecutiva che l’Italia avrà almeno due rappresentanti. Difenderà il titolo l’australiano Adam Scott (nella foto) che lo scorso anno lo conquistò superando alla seconda buca di spareggio l’argentino Angel Cabrera e i due saranno ancora in pista, ma con differenti prospettive. Scott, infatti, oltre all’ambizione di concedere un clamoroso bis, ha l’opportunità di superare nella classifica mondiale Tiger Woods, probabilmente accelerando i tempi di quanto avverrà comunque a breve termine. Infatti l’attuale numero uno mondiale è fermo ai box per un intervento alla schiena e la data del suo ritorno è ancora abbastanza incerta: si parla genericamente di estate e, pertanto, con appena 65 centesimi di punto di vantaggio potrà fare ben poco per evitare di abdicare. A Scott, però, piacerebbe immensamente avallare il sorpasso sul campo e l’impresa non è poi impossibile in un contesto in cui sono pochi i giocatori al top della condizione. Quanto a Cabrera, le sue ultime prestazioni non lasciano spazio a voli pindarici, però la regolarità non è stata mai il suo forte e dunque potrà mantenere quanto meno fede al suo ruolo di mina vagante. L’assenza di Tiger Woods, che peraltro è dovuto ricorrere all’intervento perché stava perdendo a vista d’occhio competitività, toglie parecchio al torneo. Inutile nasconderlo: in questo momento le gare si dividono in due categorie, quelle con il numero uno (che lo è anche quando le classifiche non lo certificano) e quelle senza, che hanno altro peso specifico. Certo il Masters ha il suo fascino e comunque tiene l’onda d’urto, però qualcosa mancherà sia in chiave mediatica che  tecnica, perché Woods, anche quando non è al top, ha sempre la capacità di offrire giocate spettacolari impossibili per altri. Scott è tra i più gettonati nella lista dei favoriti dove trovano spazio altri concorrenti in buona forma: Dustin Johnson e Zach Johnson. Keegan Bradley, Bubba Watson e lo spagnolo Sergio Garcia. A costoro va aggiunto anche Matt Kuchar, beffato nel playoff domenica scorsa da Matt Jones nello Houston Open, ma chissà che il 36enne di Winter Park (Florida) non abbia tirato un sospiro di sollievo. Le statistiche sono impietose con coloro che vincono la gara che precede il Masters: infatti solo in cinque sono riusciti a far doppietta, l’ultimo fu Phil Mickelson nel 2006, che sette giorni prima era andato a segno nel BellShout Classic. Mickelson ha dato segni di ripresa proprio in Texas, ma anch’egli ha avuto dolori alla schiena, meno gravi di Woods ovviamente, ma tali da pregiudicarne il rendimento. Il Masters è più degli altri major il suo torneo: ne ha vinti tre e questo potrebbe essere il quarto. La lista dei pretendenti alla “giacca verde” è comunque lunga, perché con un field quasi stellare non può essere altrimenti, ma come detto sopra ci sono parecchi punti interrogativi dettati dalla condizione. Ci riferiamo, tra gli altri, a Webb Simpson, Jason Dufner, a i nordirlandesi Rory McIlroy e Graeme McDowell, ai sudafricani Louis Oosthuizen e Charl Schwartzel, agli inglesi Luke Donald, Justin Rose e Ian Poulter. E’ poco probabile che recitino un ruolo da protagonisti il tedesco Martin Kaymer, lo svedese Henrik Stenson, il sudafricano Ernie Els e l’inglese Lee Westwood, che sembrano avere il fiato piuttosto corto. Il Masters, però, offre una vasta gamma di emozioni e sicuramente sapranno darle anche alcuni protagonisti di edizioni passate quali Fred Couples, Mark O’Meara, Tom Watson e José Maria Olazabal, che varrà la pane di seguire almeno per qualche buca. Molinari è alla quinta presenza di fila. Ha superato due volte il taglio (19° nel 2012 e 30° nel 2010), mancandolo nel 2011 e nel 2013. E’ entrato nel field per la sua posizione tra i primi 50 nell’ordine di merito a fine anno, ma sarebbe stato qualificato anche con la graduatoria della settimana precedente il major. Anche Manassero ha avuto accesso attraverso il World Ranking a fine 2013, mentre sarebbe rimasto fuori se avesse dovuto ricorrere alla seconda opzione (attualmente 52°). Il veronese sarà alla terza partecipazione, la seconda da professionista. Anche lui lo scorso anno è uscito al taglio, mentre nel 2010, da dilettante, si classificò 36°. Nell’occasione fu il più giovane amateur a partecipare all’evento e a superare il taglio, ma nel 2013 il primato è passato al cinese Tianlang Guan (56°). Per i due azzurri l’obiettivo minimo è quello di proporsi ad alti livelli. Sembra più tonico Molinari, ma anche Manassero, taglio a parte subito in Texas, sta indubbiamente alzando la qualità delle proprie performances. Farà da prologo al Masters, il tradizionale Par 3 Contest, a metà tra gara e festa. In tema di superstizione non ha una buona fama: infatti da quanto è stato istituito (1960) nessun vincitore è mai riuscito a centrare il major nella stessa settimana. A vederla in maniera positiva è però vero che qualcuno lo ha fatto in anni diversi. La settimana, invece, non è cominciata nel migliore dei modi. Il maltempo, infatti, ha impedito l’effettuazione della prima giornata di prove con relativo accesso agli spettatori, che avevano acquistato il biglietto. Verranno risarciti nel mese di maggio o potranno esercitare l’opzione di prenotare i biglietti per il lunedì di pratica dell’edizione 2015. Erano undici anni, ossia da lunedì 7 aprile del 2003, che non si verificava un evento simile. Quell’anno vinse il canadese Mke Weir. Il torneo su Sky – La TV satellitare Sky darà ampia copertura al Masters Tournament a iniziare dal Par 3 Contest che andrà in onda mercoledì 9 aprile dalle ore 21 alle ore 23 (Sky Sport 2 e 2 HD). Per il torneo dirette su Sky Sport 2 e 2 HD con collegamenti: giovedì 10 aprile e venerdì 11, dalle ore 21 alle ore 1,30; sabato 12, dalle ore 21 alle ore 1; domenica 13, dalle ore 20 alle ore 1. Repliche: prima giornata, venerdì 11 aprile, dalle ore 7 (Sky Sport 2 e 2 HD), dalle ore 10 e dalle ore 14,30 (Sky Sport 3 e 3 HD); seconda giornata, sabato 12 dalle ore 7,30 (Sky Sport 2 e 2 HD), dalle ore 10 e dalle ore 15,45 (Sky Sport 3 e 3 HD); terza giornata, domenica 13 dalle ore 7,30 (Sky Sport 2 e 2 HD), dalle ore 10 e dalle ore 15 (Sky Sport 3 e 3 HD); quarta giornata, lunedì 14 dalle ore 7,30 (Sky Sport 2 e 2 HD). Commento di Silvio Grappasonni, Nicola Pomponi, Massimo Scarpa e di Roberto Zappa. Le dirette, da giovedì a domenica, saranno precedute di 30 minuti da Studio Golf, condotto da Francesca Piantanida con ospiti Costantino Rocca (giovedì 10) e Marco Crespi (venerdì 11).   I risultati

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