JULIEN QUESNE Quarto giro: 67 (-5). Totale: 276 (70 68 71 67, -12)   “Pensavo che avrei potuto avere qualche problema in gara, perché sono arrivato a Torino accusando dolori alla schiena, ma il fisioterapista mi ha messo le cose a posto. Ho guardato il leaderboard solo alla buca 16: a quel punto ho capito che avrei potuto vincere e sono riuscito a segnare i due birdie decisivi. Il campo era molto ostico e in più le bandiere erano in posizione difficile: occorreva tirare diritto per avere un buon colpo verso i green che sono diventati sempre più e complicati. Comunque sono riuscito a superare le difficoltà. Perché viaggio con la famiglia? Con mia moglie e mio figlio mi sento molto più tranquillo sul percorso e fuori”.   FRANCESCO MOLINARI  (nella foto) Quarto giro: 75 (+3). Totale: 281 (68 67 71 75, -7)   – Non tutto è andato come ti aspettavi… “ C’è un po’ di delusione. Oggi ero scarico e non avevo molte energie. Ho cercato di lottare con le risorse che avevo in corpo, ma non è bastato”. – A un certo punto sembravi aver ritrovato fiducia dopo il birdie alla 9, poi cosa è successo? “Ho sbagliato troppi colpi. Ero rientrato in corsa alla fine delle prime nove, ma gli errori nelle buche seguenti hanno vanificato il tentativo di rimonta. C’è il rammarico per non aver saputo realizzare un “meno 3”, che mi avrebbe portato al “meno 12” del vincitore, nel weekend dopo aver chiuso 9 colpi sotto par i primi due giri”. – L’attenzione meticolosa che metti nella valutazione della traiettoria del putt forse ti porta via troppe energie nervose. Cosa ne pensi al riguardo? “Il lavoro portato avanti negli ultimi tempi mira proprio a una velocizzazione della lettura del putt. Poi, quando si è molto sotto pressione, come in questi giorni, è più facile tornare alle vecchie abitudini”. – Quanto ha inciso il fatto di giocare “in casa”? Sicuramente c’è più pressione, ma al tempo stesso c’è l’aiuto del tifo che ti spinge a far meglio. Il pubblico va soltanto ringraziato per la grandissima risposta data.”   MATTEO MANASSERO Quarto giro: 76 (+4) – Totale: 285 (70 70 69 76, -3)    – Ci si aspettava un giro finale come quello dell’anno scorso e invece qualcosa è andato storto… “E’ andata in maniera molto diversa. Non sono riuscito a trovare il giusto ritmo di gara dall’inizio. Ho creato poche occasioni da birdie e ho pagato a caro prezzo i piccoli errori commessi. Un giro con quattro bogey e nessun birdie ti preclude qualsiasi tentativo di rimonta. Il golf è anche questo”. – Come ti spieghi il tuo score odierno? “Rispetto agli ultimi giorni ho fatto un po’ più di fatica con i ferri, mentre il putter avrebbe meritato più fortuna. Oggi un insieme di componenti negative ha determinato il punteggio poco soddisfacente”. – Il campo si è confermato estremamente impegnativo… “Il percorso non permetteva alcun errore e i green erano veramente ostici. Detto questo, il percorso ha dimostrato di essere all’altezza dei migliori del circuito europeo e ciò deve essere motivo di orgoglio per l’Italia”. – La grande affluenza di pubblico che cosa ti lascia dentro? “E’ stato un open bellissimo, sotto questo punto di vista. Sin dalle prime giornate si respirava un’atmosfera incredibile. Va dato merito a tutte le componenti che hanno reso possibile questi risultati. E’ un bel segnale per tutto il movimento golfistico italiano. Neanche il cambio di sede di gioco dell’Open ha fermato gli spettatori e questo dimostra quanto il golf si stia facendo largo in Italia”.   RENATO PARATORE Quarto giro: 75 (+3)  Totale 284  (72 66 71 75, -4)   – Davvero un Open da ricordare… “E’ stata una bella esperienza. Purtroppo l’ultimo giro non mi ha soddisfatto: ho sbagliato troppo negli approcci e sono stato impreciso con il putter. Giocare a questi livelli, però, è veramente divertente e stimolante”. – In quale aspetto del tuo gioco devi migliorare maggiormente? “Penso che devo fare un salto di qualità sotto il profilo mentale, acquisendo maggiore costanza. Per crescere non posso trascurare alcun particolare durante gli allenamenti”. – Che progetti hai per il futuro? “Ora vado in America a giocare e cercherò di fare del mio meglio per raggiungere risultati degni di nota. Questa partecipazione all’Open mi farà maturare molto e mi potrà dare la spinta per vincere un torneo”.   ALESSANDRO TADINI Quarto giro: 73 (+1). Totale 287 (72 71 71 73, -1)   – Impressioni finali ?  “Purtroppo mi sono un po’ innervosito e non ho giocato benissimo. Volevo disputare un Open di altro tenore ed invece non sono riuscito a esprimermi come volevo. E’ la quarta volta consecutiva in questo torneo che supero il taglio, ma poi non riesco a fare la differenza nei due giorni successivi”. – Il percorso si è rivelato ostico… “Il tracciato era duro e veloce e non era semplice tirare alla bandiera. I green erano molto belli, ma al tempo stesso ingannevoli. Le pendenze si vedevano, ma erano comunque insidiose. Io, come altri giocatori, ho avuto parecchie difficoltà con il putter”. – Prossimi appuntamenti? “Sarò in Scozia per l’Alfred Dunhill Links Championship. E’ un torneo di prestigio, spero di poter superare il taglio anche in questa occasione e soprattutto di giocare al meglio negli ultimi due giri”.     EDOARDO RAFFAELE LIPPARELLI Quarto giro: 74 (+2). Totale: 294 (69 73 78 74, +6)   – Qual è il tuo bilancio finale di questo Open? “E’ una gara bellissima, completamente diversa da quelle amateur che ho disputato fino ad ora. L’organizzazione della competizione è stata davvero eccellente. Il percorso si è dimostrato parecchio difficile ed è stata un’esperienza molto formativa”. – Quali obiettivi ti eri prefissato? “Volevo superare il taglio e ci sono riuscito. Peraltro, mi sono anche divertito perché i green negli ultimi due giorni erano davvero stimolanti. Il weekend è stato molto utile per la mia crescita tecnica. Ho compreso che devo migliorare ancora tanto nel gioco corto. Non avrò più gare per questa stagione, ma inizio subito ad allenarmi per la prossima annata. Ora ho vinto una borsa di studio di due anni in Inghilterrra al Wellington College, quindi mi trasferirò lì dove potrò allenarmi e giocare”.  

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