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E’ giunta al traguardo la I edizione della 18th Golf Cup. Da domani organizzatori e sponsors al lavoro in vista del 2011

Con la gara di Croara, si è conclusa la I edizione della 18th Golf Cup 2010. Dopo 6 mesi sono così terminate le 7 gare in calendario, giocate con formula Stableford 3 categorie, dove, grazie all’aiuto degli sponsors sono stati distribuiti premi al 1° e 2° netto, al 1° lordo e alla 1a lady, oltre a premi ad estrazione e speciali. Complessivamente all’iniziativa di successo, hanno partecipato oltre 400 giocatori che si sono affrontati in 6 provincie sui campi di 3 regioni: Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna. Gli ultimi due eventi, a conclusione della stagione, che aveva preso il via alla fine di marzo presso il Golf Club di Varese, si sono svolti rispettivamente a Bogliaco e a Croara. Ambedue, come una Ryder Cup che si rispetti, hanno avuto la pioggia quale comun denominatore; ma se a Croara la gara è giunta regolarmente al termine, a Bogliaco, sul Lago di Garda, i continui torrenziali rovesci hanno costretto gli organizzatori dapprima a sospendere e poi ad annullare l’evento. Sui green la palla non rotolava e le buche erano completamente circondate dalle pozze d’acqua che continuava a cadere senza sosta. Peccato perchè il campo meritava di essere giocato nelle migliori condizioni possibili. Situato a ridosso delle colline occidentali del lago di Garda, il Golf Bogliaco è adagiato in una conca posta a 100 metri di altezza, rivestita di oleandri, lauri, cipressi, olivi ed altre piante tipiche della vegetazione mediterranea. La posizione sopraelevata consente una splendida vista sul lago, apprezzabile in quasi tutta la sua lunghezza, e sulle montagne di cui è circondato. Il club nacque nel 1912 (anagraficamente è il terzo golf italiano) grazie all’intraprendenza di un albergatore e per la necessità di soddisfare le esigenze del crescente turismo inglese e tedesco. Da quel momento sui fairway è passata la storia: dapprima lo frequentarono regnanti e personaggi illustri; nel 1928, per ragioni di Stato, il percorso venne trasformato in un campo di frumento, in seguito fu utilizzato dalle truppe tedesche come pista d’atterraggio e successivamente, da quelle americane, per il gioco del baseball. Il ritorno all’attività golfistica avvenne nel 1953, inizio della seconda giovinezza di questo storico percorso. La Clubhouse inizialmente era un modesto edificio di due locali, uno per le sacche e uno per il bar, in seguito progressivamente ampliata e trasformata nella confortevole ed ospitale struttura attuale, perfettamente integrata nella splendida natura circostante. Ed è stato proprio in questo elegante ambiente che, in serata, dimenticate le avverse condizioni meteo, il gruppo della 18th Cup ha festeggiato attorno ai propri sponsors e alla televisione locale, tutti i protagonisti. Dal punto di vista tecnico ci piace segnalare la buca 4, par4 di 316 m, dogleg destro, dove, oltre a saltare l’ostacolo d’acqua, bisogna essere molto precisi perchè inizialmente il fairway è piuttosto stretto; il bellissimo par3 dall’alto della buca 5, con vista sulla chiesa medioevale e scorcio su una fetta del lago ma soprattutto la buca 12, un corto par4, con acqua dappertutto, bisogna soltanto far finta di non vederla, non farsi distrarre dalle ninfee ed essere precisi dal tee di partenza. Un po’ meglio è andata l’ultima gara, nell’altrettanto magnifica cornice del Croara Country Club, immerso nello splendido scenario della famosa Val Trebbia. Il club nella regione Emilia Romagna è secondo per storia e tradizione, solo a Bologna. Le prime 9 buche del percorso, disegnate da Buratti, nacquero nel 1976, l’ampliamento alle attuali 18 è dovuto al progetto dell’architetto Croze. Il percorso, che fu sede italiana dell’Open femminile nel 1987, costeggia da un lato il fiume Trebbia e, dall’altro, un immenso bosco secolare di querce, presentando scorci panoramici di rara bellezza; il Castello di Rivalta e l’apertura sulla valle, ne sono le principali testimonianze. Tra le caratteristiche principali del Club, degna di nota, è l’antica villa, avvolta dallo splendido parco tra piscina e campi da tennis che nel ‘700 si prestava a vacanze estive per la nobiltà di passaggio; oltre ciò, il complesso immobiliare, le piazzette, l’antica chiesetta ed i giardini sono tra le cose non perdere. La nuova Club House, di recente costruzione, ha preso il posto del bellissimo ristorante; nel cortile interno e sulla terrazza, che dà sulle buche basse, è assai piacevole gustare un drink o un piatto tipico della cucina piacentina. Nei paraggi sono da visitare oltre al Castello di Rivalta, con annesso borgo, antecedente l’anno 1000, la Rocca di Agazzano del 1200, Grazzano Visconti, borgo medioevale costruito intorno al Castello Visconteo del 1395 e ancora a 20 km la stupenda Bobbio, località già importante per il commercio del sale nell’Alto Medioevo, dove è possibile ammirare l’Abbazia di San Colombano risalente al 614 d.c. Il percorso è abbastanza tecnico e si lascia giocare con fluidità e naturalezza, difficilmente lo si può battere al primo tentativo: acqua e fuori limite lo proteggono molto gelosamente, sconsigliando, anche ai più abili, inutili rischi. Spettacolare la buca 14 par4 di quasi 300 m in forte salita e con partenza stretta, la 16 un par3 dall’alto dove puntare all’hole in one e la difficile buca17, par5 di 480 m, dove si trova di tutto: partenza in discesa verso dx, stretto bosco da percorrere ed ampio ostacolo d’acqua da superare prima del green, anch’esso piuttosto difficoltoso da interpretare. A chi ha seguito con passione ed affetto, nel corso dell’anno, la 18th Golf Cup, appuntamento al 2011, per una II edizione ancor più ricca ed appassionante.

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